sabato 10 gennaio 2015

Keep Calm I'm moving

Non mi trasferisco io (non adesso), si tratta solo di qualche consiglio nel caso vi venga voglia di trasferirvi a Londra...





Nella giunga di consigli che si trovano su internet ho riunito in questo articolo tutto quello che vi serve sapere e, in breve, la mia esperienza. Provarlo sulla proprio pelle è sempre molto diverso rispetto al predicare astrattamente... Sfatando diversi miti, partendo dall'iper pubblicizzazione di pacchetti a pagamento per avere il NIN, il conto in banca e la scheda telefonica o la ricerca della casa. Per quella che è stata la mia esperienza accantonerei anche l'idea di affidarsi ad un'agenzia che dall'Italia, a prezzi altini, promette lavoro e casa. Sono entrambe cose che si possono trovare senza spendere montagne di soldi perché questi pacchetti partono dai 600 euro ai 2000/2200 euro per vendere qualcosa che potete avere gratuitamente da soli. Ammetto che avevo preso in considerazione anche io l'idea di affidarmi ad una di queste agenzie perché altrimenti mi sarebbe sembrato di fare un salto nel buoi ma, effettivamente, con un poco di lucidità (e qualche consiglio) ho infine optato per il no...  Gumtree e Spare Room sono gli equivalente italiani di Subito, Kijiji o Bakeka. Su Gumtree si può trovare qualsiasi cosa, lavoro, casa, compravendita di articoli vari. Spare room è invece mirato solo alla ricerca di una stanza in affitto. Inoltre su Facebook esistono molte pagine dedicate allo scambio di informazioni riguardo casa o lavoro, molte sono rivolte proprio agli italiani che decidono di trasferirsi in London:

https://www.facebook.com/groups/674079529308469/

https://www.facebook.com/londonita?fref=ts

https://www.facebook.com/londonaGoGo?fref=ts

Ce ne sono a valanghe ma questi sono quelli che ho trovato fatti meglio e che ho seguito più volentieri.

<A voi la scelta...


domenica 16 novembre 2014

Seven places to visit - New article in Santmagazine



These are not the Seven Wonders of the World, but are seven places that you have to visit at least once in your lifetime.


http://santmagazine.com/seven-places-visit/

Tina Imbriano photography


Maruga

October's Puzzle

The last piece of the puzzle: October








Ottobre, mese intenso, assurdo. Sono successe tante cose ma ho imparato una lezione fondamentale: essere iperattive è male. Ho trascorso l'ultimo mese facendo quattro lavori. Non è vita, non è salutare ed è annientante. Mi sono sentita più in fretta del Londinese medio ed è...grave!  Parola d'ordine: Take your time. Il problema di questa città è che se hai voglia di fare "cose", queste, non mancano. La pecca è che in maniera folle cerchi il modo di incastrarne sempre di più e se ci riesci è la fine, senza capire come hai fatto sei sommerso di cose e non hai più tempo per te stesso. Ho abusato di caffè, in moka o solubile, l'importante era la caffeina e ho rincarato la dose tracannando energy drink per reggere il lavoro serale al ristorante. 
E' come quando ti ingozzi di cibo e poi hai la nausea. Ci perdi gusto. 


Definirei ottobre come il mese Puzzle. Calza a pennello una foto che ho fatto nel vicoletto davanti all'ingresso posteriore del ristorante, sembrava fatto apposta:

Missing puzzle

Ho voluto leggerci tutto il leggibile, mi sono immaginata il bimbetto festante che, in un picco di goffaggine, dissemina ovunque il contenuto della sua scatola di Puzzle. Sotto la pioggia... Poi arrivo io il mattino dopo, pronta  a passare l'ora successiva a sbucciare e tagliare cipolle e ti ritrovi questa cascata di pezzettini colorati davanti ai piedi. Mi ci sono rivista, intenta nell'impresa di ricomporre quei pezzi per dare un senso al tutto; di farlo come si deve, perché alla fine si veda il risultato finale. E deve essere un bel risultato perché sennò cosa hai fatto? Hai perso tanto tempo per fare una cacata? Eh no... Poi guardandolo più attentamente mi sono accorta che in realtà mi piaceva un sacco anche così. Perché deve esservi un ordine? Ricomponendolo tutto non ci sarebbero sorprese e sarebbe tutto spiattellato alla luce della chiarezza e dell'ovvietà. Mi piaceva l'idea di una vita, in stile puzzle scomposto (magari non spiattellato sulla strada) e pazienza se i pezzettini visti così di primo impatto non sembrano avere un senso ma è la sensazione di poter  dire: "Bene la vita è la mia e la compongo a modo mio..."
E così mi sono messa a fotografare l'opera d'arte nel vicolo e immaginatevi la faccia dell'addetto alla delivery che vede una rannicchiata a terra che fotografa una poccia impiastricciata a terra. 

Point of view... 

In ogni caso tra scottature, sia fisiche che letterali, re-interpretate in chiave ottimistica (vedi sotto l'uccelletto che canta De Andrè, l'occhio è la famosa ustione) giornate di sole regalate, Halloween, abbuffate e conseguenti slanci dietistici è arrivato novembre e i nuovi propositi del mese...



Ho lasciato uno dei lavori per concentrarmi di più sulla scrittura. Mi sembrava una buona idea frequentare un corso di inglese scritto e per caso sono incappata nel corso proposto dalla London school of Journalism, un corso di tre mesi. Strutturato molto bene con molti laboratori pratici, ho pensato: "Fico, quanto vuoi che costi?".  Scrivo una mail per avere informazioni... Costo totale?? 3800pound=4780 euro più o meno... 
Niente London school of...
La buona notizia è che ho scoperto che esistono tantissimi modi per spendere poco o niente per imparare al meglio l'inglese. Come partecipare, ad esempio, ai mille e mille incontri di chiacchierate in compagnia di inglesi e non che si possono trovare ovunque spulciando in rete come questo oppure (ancora più fico) nelle università statali vengono proposti corsi di inglese dagli 80 pound ai massimo 200. La cosa assurda è che se dall'Italia provate a cercare un corso d'inglese i primi risultati Google e la convinzione comune (e più pubblicizzate) è quella di fare corsi da due settimane per cifre assurde.  Se uno fosse dotato di buona volontà e dedizione ne esistono tantissimi on line validissimi e gratuiti. Se vi serve però un'attestato linguistico li non si scappa ma costerà sicuramente meno delle due settimane per milioni di euro.
Adesso arriva il natale, sentitissimo dai colleghi inglesi e mi sto facendo trasportare dal sentimento natalizio, forse anche a causa dei temi che dovrò trattare per il magazine... Ma non anticipo nulla. 


 Christmas in Covent Garden

 Ottobre, infine, è stato anche la scoperta (tardiva) di Tango, sempre snobbato a favore di Skype che non funziona mai. Tango ha retto ore e ore di chiacchiere più o meno serie regalandomi un'alternativa più quotidiana (e visiva) alle mie telefonate Viber...

 A very serious conference call with Tango's




Maruga






mercoledì 17 settembre 2014

My first Traveller's guide




How to feeel blind. For the travellers, been in a new places, for me writing in a new language, different from mine, italian. 
Leave italian to discover english. This is my travel. 


Insegnare come perdersi agli inglesi. La mia prima mezza guida al turista squattrinato inglese o anglofono. So che chiunque di voi avrebbe qualcosa da ridire (partendo da un errore grave che ho trovato ma che non diro', cosi' chi non sa, continuera' a non saperlo. Sapevatelo) i posti da suggerire, il come, il cosa ecc... Il mio primo e timidissimo articolo in inglese... Questo mi ha limitato tantissimo nell'enfasi descrittiva, addirittura sul cosa fare e come, questo perche' dispongo di un "pallottoliere limitatissimo" e spesso mi mancano proprio le parole. 
Mi sento una neo mamma che ha partorito il suo piccolo. 
Che sensazione di cecità' scrivere in una lingua diversa. Passare da un sentiero conosciutissimo, l'italiano, a quello tenebroso (per me e per ora) e terrorizzante dell'inglese... Tutto questo mettendoci tanto di me,  tentando di descrivere posti che amo. E' stato anche frustrante perche' spesso mi arenavo nella tortuosità' del pensiero che tentavo di dipanare e tradurre. Chissa' cosa ne e' venuto fuori. 
Se vi va fatemi sapere...eheheheh


E uno e' andato dai. Sotto un altro...
ps. anche le fotine sono farina del mio sacco...










lunedì 8 settembre 2014

Passeggiate Londinesi in solitaria


Per alcuni sarà scontato ma quando, per caso, mi sono imbattuta in Shepherd's Bush Market sono rimasta folgorata. Mi sembrava di essere approdata nei Ryad marocchini, a Rabat o da qualche parte in oriente. Da nessuna parte sentivo parlare inglese, c'erano sarti, piccoli baretti con The alla menta e ogni tipo di pietanza tradizionale. Veniva venduto di tutto, anche le classiche cose che mia madre fatica a trovare in Italia e che compra una volta all'anno in Marocco per tutti i mesi successivi. Mi sono divertita a perdermi tra le buie viuzze che si addentravano sempre di più nel cuore del market per scoprirne tutte le sorprese. Da una parte mi ha affascinata, dall'altra mi ha lasciata perplessa vedere com'è facile rinchiudersi in un mondo rifiutandosi di uscirne tanto da ricostruirne uno a sua immagine e somiglianza, mi ha preoccupata vedere come è facile decidere di non vedere quello che si ha attorno o di rifiutarlo.
 Ma sarà sempre traumatico per alcuni uscire dal market la sera e ritrovarsi nel caos londinese...



domenica 7 settembre 2014

Racconto per immagini

Prima parte del mio racconto per immagini della città...